Il gran parlare dell'ultimo referendum ha rasentato l'esagerazione e acuito la totale confusione. Qualcuno ha provato a scollarsi da una certa mediocrità culturale predominante, ed è stato brutalmente torchiato ed inverosibilmente etichettato. Purtroppo quando uno dei più grandi ricercatori del pianeta come Angelo Vescovi indica la luna, l'idiota guarda il dito.
Jim Morrison diceva sempre di non accontentarsi di guardare l'orizzonte, ma di sforzarsi nel cercare l'infinito. Ci hanno provato in pochi, da soliti italiani abbiamo metabolizzato quello che ci è stato dato in pasto, da baceri del sistema abbiamo rapidamente messo alla gogna ciò che nell'entropia risultava più impopolare, marchiando di fatto ciò che all'estero ci invidiano: scienza, ingegno e pragmatismo assoluto; siamo i figli di Michelangelo e Galileo, lo dimentichiamo troppo spesso purtroppo.
Il mondo ha deciso di investire giustamente tempo e denaro sulle cellule staminali embrionali, è il risultato di una condotta pilota gestita dalla grande case farmaceutiche, le stesse che finanziano i giovani ricercatori nelle università, le stesse che combattono contro un etica quanto mai opinabile. Però qualcosa comincia a non andare. Anche se nessuno nel referendum si è sforzato di chiederci come utilizzare le cellule embrionali conservate nelle banche di tutto il mondo (pronte a curare tutte le anime del globo per i prossimi 7000 anni), qualcosa comincia a non quadrare più come prima. Se ne è accorto Hans Keirstead premio incoerenza 2005, se ne sono accorti i pionieri coreani e pian piano se ne stanno accorgendo anche piccoli/grandi cinesi... si investe sulle embrionali, ma con le embrinali si crepa. Di tumore, per rigetto, ma si crepa.
Neil Scolding neurologo presso la Bristol University ha lanciato l'allarme, qualcosa finalmente di chiarissimo, di limpido: per le lesioni del midollo spinale e per gran parte di tutte le malattie neurodegenerative, precludere lo studio sulle cellule staminali adulte sarebbe un crimine. Ho letto di recente in un area di un sito, un tipo che sfogava le su ire di fanciullo poco dotato, invitando il prof. Angelo Vescovi al rogo. A parte la totale incuria di coloro che ne gestiscono l'informazione, è cosa nota l'odio dell'italiano medio per il profeta in patria.
Dalla Cina, dalla Corea, dal Messico e dal Portogallo abbiamo digerito millantatori di ogni tipo, li abbiamo adulati, immacolati e resi celebri... il nostro italiano invece che andasse pure al rogo e di corsa! Il nostro italiano che ha spolotato su "Nature" invece che su "Novella2000" d'un tratto dice assurdità, menzogne, tira acqua al suo mulino, come ho letto da qualche parte. Ogni tanto sforzatevi di guardare oltre ragazzi miei, oltre l'ombra e la diplomazia dei nostri veri carnefici, quelli che fanno muovere il mondo e che ci parlano di clonazione umana ignorando i principi solidi di un intera comunità. Una priorità nella ricerca sulle cellule staminali sono i disturbi neurologici perché causano un deterioramento delle condizioni di chi ne è affetto.
Mi chiedo allora, ma è pronta la terapia basata sull’utilizzo delle cellule staminali per le patologie neurologiche? Una recensione dello scorso mese nel giornale The Lancet ha dato delle motivazioni per il ritardo. Commentando a tal proposito, il professor Neil Scolding, ha detto “difficoltà tecniche e rischi biologici inerenti la clonazione di embrioni umani e lo sviluppo di trattamenti dalle cellule staminali di questi ultimi ha impedito l’emergere di terapie cliniche basate sull’utilizzo di queste cellule.” Il professor Neil Scolding si stava riferendo in particolare alle cellule staminali embrionali derivate da embrioni ai primi stadi di sviluppo. Le cellule staminali adulte, al contrario, risiedono in tessuti nei quali si differenziano andando a formare le cellule del tessuto stesso. Scolding ha poi elencato alcuni problemi legati all’utilizzo terapeutico di cellule staminali embrionali.
Primo, questa tipologia di cellule ha una tendenza a sviluppare “teratoma”, che sono tumori causati dal moltiplicarsi di cellule non legate tra loro, variando dai denti, ai reni, al cervello e così via.
Secondo, i cromosomi in queste cellule staminali tendono ad essere anomali. Inoltre, mammiferi clonati da queste cellule staminali tendono ad risultare anormali, e di conseguenza le loro cellule. In più, la necessità di clonare le cellule di ogni paziente che necessita la terapia rende tale processo “irreale e/o troppo rischioso” , ha detto Scolding. I ricercatori sud Coreani hanno dovuto usare 250 ovuli umani per clonare sufficienti embrioni umani per generare una sola linea di cellule staminali.
Infine, utilizzando gli embrioni rimasti dalla fertilizzazione in vetro vengono ricavate cellule staminali che saranno riconosciute dal sistema immunitario di difesa come “estranie". Un paziente sottoposto a un trattamento a base di cellule staminali necessita di trattamenti immuno soppressivi per tutto il resto della vita. In questi casi, i trapianti a base di cellule staminali hanno pochi vantaggi rispetto ai convenzionali trapianti di organi.
C’è un altro approccio? Alcuni ricercatori preferiscono le cellule staminali adulte – non derivate dagli embrioni da da tessuti adulti come il midollo osseo, la pelle, il fegato e il pancreas. In condizioni normali le cellule staminali adulte si possono differenziare in una varietà di altri tipi di cellule che formano determinati tessuti o organi. Sono infatti responsabili del rinnovamento quotidiano dei tessuti del corpo in risposta al normale ricambio cellulare o in risposta a lesioni tessutali. Tradizionalmente si pensava che le cellule staminali adulte potessero differenziarsi in altre cellule mature appartenenti alla tipologia tessutale dalla quale venivano prelevate. Oggi la ricerca scientifica suggerisce che queste cellule hanno l’abilità di svilupparsi in cellule appartenenti a tessuti diversi da quello da cui provengono.
A sostegno di questo, è stato scoperto che le cellule staminali adulte più versatili sono quelle che derivano dal midollo osseo. In effetti, le cellule staminali derivanti dal midollo osseo sono già utilizzare per usi terapeutici da anni in pazienti affetti da tumori del sangue e, più recentemente, per un gruppo di malattie chiamate “malattie ereditarie” (“inherited storage diseases”). Questo accade perchè il midollo osseo produce non uno ma due tipi di cellule staminali – cellule staminali haematopoietic che producono tutte le tipologie di cellule del sangue, e cellule staminali mesenchymal che riescono a differenziarsi in ossa, cartilagine, grasso, reni, muscolo cardiaco e così via.
Entrambi i tipi percorrono il corpo all’interno del sangue, così giocano un ruolo, anche parziale, nella rigenerazione di molti tipi di organi che non hanno niente a che fare col sangue. Così, nel trattamento di insufficienza renale acuta con trapianti di midollo osseo, è stato dimostrato che le cellule staminali derivate da esso possono essere trapiantate nel rene danneggiato per svilupparsi in cellule renali sane e mature.
Allo stesso modo, in utilizzi sperimentali, in casi di trapianto di cellule staminali prelevate dal midollo osseo a seguito di attacchi cardiaci, queste cellule hanno mostrato di rigenerare il muscolo cardiaco nelle zone danneggiare dall’attacco. Quali sono le applicazioni per tutti quei pazienti affetti da lesioni nervose? Il tessuto nervoso non riesce a rigenerarsi da solo, ed è questo il motivo per cui le cellule staminali sono viste come l’ultima speranza nei casi di lesioni spinali.
Oggi gli scienziati riescono a sviluppare in laboratorio colture di cellule staminali stabili e durature che riescono a differenziarsi in cellule mature appartenenti ai tre tipi fondamentali di tessuti neurali: neuroni, astrociti e oligociti. Sono state testate varie tipologie di cellule staminali nei topi da laboratorio cui è stata praticata una lesione spinale, incluso le cellule prelevate dal midollo osseo o le cellule prodotte da colture.
Non è ancora chiaro quali siano le più efficaci. Ma hanno mostrato, come per altri tipi di cellule staminali adulte testate, di incorporarsi al midollo spinale, di differenziarsi in cellule neurali mature e di migliorare la forza muscolare dei topi lesionati. Ancora, qualche scienziato continua ad arguire che le cellule staminali adulte non riescono in realtà a differenziarsi in un tessuto differente da quello da cui provengono.
Nel 2002, servizi giornalistici hanno reso noto che le cellule staminali derivanti dal midollo semplicemente osseo si fondevano con le cellule neurali. Poi, i geni di queste cellule staminali avrebbero cambiato il loro modo di funzionare facendole assomigliare a cellule nervose, dando così l’impressione sbagliata di essersi differenziate in quest’ultime. Questo significa, è stato detto, che le cellule staminali adulte non possono essere un’alternativa alle cellule staminali embrionali. Da allora, tuttavia, molte ricerche hanno confermato che sebbene vi sia una fusione in certi tessuti, le cellule staminali prelevate dal midollo osseo possono differenziarsi in molte tipologie di cellule senza la fusione cellulare.
Rimangono, per ora, ancora dei problemi tecnici che rendono difficile la purificazione delle cellule staminali adulte. È questa scarsità di cellule staminali purificate, tra altre ragioni, che ha provocato il ritardo dei test clinici su pazienti.
Per colcludere, un trattamento efficace per le lesioni spinali potrebbe derivare dalle cellule staminali derivanti dal midollo osseo piuttosto che dalle cellule staminali embrionali. La cura, sicuramente, risiede nel nostro futuro.
In parole povere, attenzione alle Arpie incantatrici.
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