| Panoramica sugli aspetti riguardanti la gravidanza di un revisione dell’articolo intitolato ‘Gynaecologic and reproductive issues in women with spinal cord injury’ by Anthony Burns and Amie Jackson from the Departments of Physical Medicine and Rehabilitation, University of Alabama at Birmingham, USA. Published in Physical Medicine and Rehabilitation Clinics of North America, February 2001.
Abstract
Una gravidanza può avere significative implicazioni per la donna e il suo compagno. Nell’avanzare della gravidanza è possibile che la donna abbia necessità di una maggiore assistenza giorno per giorno e di adattare la propria vita all’ attuale situazione. E’ consigliabile che la terapia da adottare debba essere pianificata all’inizio della gravidanza, così che tutte le questioni rilevanti e i possibili cambiamenti possano essere discussi in tempo utile.
Questioni che possono insorgere durante la gravidanza
Medicinali
Sia le donne con lesione midollare che senza, devono valutare se continuare o meno con quei medicinali a cui ricorrevano prima della gravidanza. Per esempio, dosi di antiepilettici e di medicinali per la spasticità dovrebbero essere ridotte gradualmente per evitare che quegli effetti causati dall’astinenza sulla madre, ricadano sul bambino. Alcuni medicinali potrebbero produrre un abbassamento del livello di acido folico (vitamina necessaria per una gravidanza sana), e la somministrazione di integratori di ferro può causare un aumento della costipazione. Quindi, in tutti i casi, i benefici e i rischi per la madre e per il suo bambino dovrebbero ogni volta essere pesati.
Infezioni del tratto urinario
Le infezioni del tratto urinario sono spesso una complicazione di una lesione al midollo spinale. Le infezioni del tratto urinario, come l’allargamento dell’utero e le pressioni nell’uretere (tubo attraverso il quale l’urina fluisce dai reni alla vescica) si presentano frequentemente nelle donne in gravidanza. Quindi le donne con lesione midollare sono particolarmente soggette ad un altro rischio di infezioni – uno studio ha mostrato che il rischio è del 45.5% confrontato con l’8.1% nelle donne in gravidanza senza lesione midollare. Le donne che utilizzano i cateteri a permanenza sono particolarmente a rischio di infezioni del tratto urinario. Inoltre, le donne potrebbero aver bisogno di cateterizzarsi più frequentemente durante la gravidanza, e dovrebbero essere controllati eventuali spasmi alla vescica che potrebbero spostare il catetere. Per queste ragioni, una donna potrebbe aver bisogno di modificare gli usuali metodi di cura della vescica durante il periodo della gravidanza. Dovrebbe essere eseguito un controllo sulla posologia dell’antibiotico al fine di prevenire le infezioni al tratto urinario nelle donne in gravidanza. Tuttavia, potrebbero essere considerate anche delle scelte alternative come il bere del succo di mirtillo, o prendere delle pillole di mirtillo oppure dell’acido ascorbico.
Diminuzione di pressione
I problemi di calo di pressione che sono di solito percepiti dalle persone con lesione midollare presentano diverse difficoltà durante il corso della gravidanza. La formazione sull’ulcera a compressione è più comune a causa degli effetti come il guadagno di peso, i cambiamenti fisici, l’alterazione della postura e l’aumento nella difficoltà nel raggiungere una diminuzione della pressione. Quindi, una regolare misurazione della pressione (almeno ogni venti minuti) è ancora più importante nel periodo precedente la lesione. Quando una donna è distesa, si raccomanda che stia in quella posizione il più possibile, inoltre, potrebbero essere necessarie delle modifiche alla sedia a rotelle per evitare ulteriori pressioni. Ancora, una donna con lesione midollare dovrebbe controllare/esserle controllate regolarmente eventuali lesioni cutanee.
Ulteriori questioni
Oltre a causare problemi di pressione, la crescita dell’utero può avere altri effetti sul corpo di una donna. L’utero potrebbe causare pressione sulle vene nell’area pelvica, e questo causa un incrementato rischio di trombosi venosa. Il gonfiore degli arti inferiori dovuto ad edema (aumento dei fluidi nei tessuti) può presentarsi come effetto di una gravidanza, ma questo dovrebbe essere distinto da un rigonfiamento simile che è sintomo della trombosi venosa.
Durante la crescita del bambino, l’utero potrebbe anche premere verso l’alto nel diaframma e ridurre il volume del polmone. Questo è particolarmente problematico per le donne tetraplegiche poiché esse usano usano il loro diaframma come principale muscolo per la respirazione. Oltre a questo, potrebbe anche diventare difficile tossire, e le donne dovrebbero essere monitorate per controllare le secrezioni/muco che si accumulano nei polmoni.
Da un punto di vista funzionale, uno studio ha riportato che l’11% delle donne con lesione midollare ha sviluppato difficoltà nei trasferimenti con la sedia a rotelle verso la fine della gravidanza, e il 4.5% ha affermato che non è più stato in grado di spingere la propria carrozzina.
La spasticità è un altro effetto che potrebbe peggiorare durante la gravidanza di una lesione midollare.
Travaglio e parto
Inizio del parto
Per le donne con lesione midollare è più probabile avere un parto prematuro o un bambino in sottopeso. Inoltre, a causa della funzione sensoriale danneggiata, alcune donne non percepiscono i dolori del travaglio, e potrebbe essere necessario pensare ad un metodo alternativo per riconoscere le contrazioni ed iniziare il parto. Un regolare esame medico potrebbe anche essere necessario per scoprire in anticipo i segnali del travaglio. Tuttavia, le donne con lesione midollare sotto la T10 spesso percepiscano solo parte dei dolori del travaglio. Il travaglio potrebbe essere associato a segnali come spasmi alle gambe, difficoltà respiratorie, spasmi addominali e dolore alla colonna vertebrale. Il dolore potrebbe anche essere trasferito alle spalle, o sopra il livello della lesione.
Disflessia autonoma
La disflessia autonoma può essere un effetto derivante dal parto in donne con lesione midollare, e può causare un aumento della pressione sanguigna. Le donne con lesione midollare a livello T6 o superiore, sono soggette ad un rischio maggiore (85-90%) di sviluppare la disflessia autonoma durante il parto, nonostante sia stato riportato raramente in quelle donne con lesioni sotto quel livello. L’incidenza della disflessia autonoma non risente della completezza della lesione, ma l’uso di un anestetico spinale o epidurale dovrebbe essere considerato per prevenire gli effetti della disflessia autonoma che si presenta in quelle donne con lesione a livello T6 e superiore. La disflessia autonoma deve essere distinta dalla eclampsia – un’altra condizione che causa pericolosi sbalzi di pressione sanguigna è associata agli ultimi tre mesi di gravidanza. La pre-eclampsia si presenta con la stessa frequenza sia nelle donne con lesione midollare che senza, così una donna con lesione potrebbe soffrire di una o di entrambe le due condizioni. Sia la disflessia autonoma che la pre-eclampsia migliorano subito dopo il parto, nonostante ci siano delle ricerche che riportino un ritorno della disflessia autonoma dopo il dolore della nascita.
Fase del parto
Nelle donne senza lesione midollare, i muscoli dell’addome e della pelvi aiutano a spingere il bambino dall’utero durante il parto. In base al livello della lesione midollare della donna ci sarà un controllo dei muscoli limitato e parziale. Tuttavia, questo non ha effetto sull’utero, il quale non è in grado di produrre contrazioni senza imput nervosi dal midollo spinale. La nascita del bambino attraverso la vagina rimane la prima scelta per le persone con lesione al midollo spinale, nonostante nel paragrafo sul parto cesareo (sezione C) si evidenzi come questo tipo di parto sia più comune che nelle donne senza lesione. La necessità di utilizzare pinze, un’estrazione con ventosa e l’occorrenza di un parto podalico sono ancora più comuni nelle donne con lesione midollare.
Questioni successive alla nascita
Nato il bambino, una donna dovrebbe continuare con le sue cure abituali della vescica e dell’intestino, come pure con una misurazione della pressione sanguigna regolare. E’ stato riportato che le donne con lesione midollare sono meno adatte ad allattare al seno il proprio bambino, ma non se ne comprende il motivo. Una ragione possibile potrebbe essere che le donne con lesioni sopra T6 mostrano una diminuzione della produzione del latte nelle sei settimane successive alla nascita del bambino, una semplice spiegazione potrebbe essere la difficoltà nel posizionare il bambino al seno.
Devono essere presi in considerazione diversi fattori di rischio, affinché una donna riceva cure appropriate, attenzione e trattamenti supplementari, e per far si che lesione midollare della donna non incida sulla capacità di dare alla luce un bambino sano mantenendosi in buona salute se stessa. |