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Disreflessia autonomica
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Questo argomento è stato diviso nelle seguenti sezioni:

a - Cos’è la disreflessia autonomica e chi colpisce?
b -
Segnali e sintomi
c -
Cause
d -
Trattamento e prevenzione

a. Cos’è la disreflessia autonomica e chi colpisce?

La disreflessia autonomica consiste in una risposta esagerata del sistema nervoso ad uno specifico impulso localizzato sotto il livello della lesione spinale.


I fattori scatenanti, come ad esempio una vescica o un'intestino troppo pieno, causano impulsi nervosi che sono spediti al midollo spinale il quale causa una risposta automatica (movimento riflesso) da parte del sistema nervoso chiamato sistema nervoso simpatico. Questa risposta coinvolge i vasi sanguigni della pelle e la contrazione dell’addome ne causa un restringimento. I vasi così ristretti causando in questo modo un aumento della pressione e considerando che la cute dell'addome contiene molti vasi sanguigni, si ha un rapido incremento della pressione sanguigna all’interno del corpo.

Se non ci fosse una lesione al midollo spinale il cervello spedirebbe dei messaggi inibitori per controllare la risposta del sistema nervoso simpatico descritto sopra. Nel caso di una lesione al midollo spinale il "sentiero" percorso da questi impulsi inibitori è distrutto ed il controllo è perso, portando così ad una risposta esagerata agli stimoli locali.

Per provare a compensare l’aumento della pressione sanguigna che si verifica in una disreflessia autonomica, il cervello spedisce messaggi per rallentare il battito cardiaco e dilatando i vasi sanguigni che può ancora controllare (sopra il livello della lesione spinale). È questo tentativo del cervello di controllare la pressione sanguigna che genera i sintomi di disreflessia autonomica tipici come ad esempio una forte emicrania.

Un’alta pressione sanguigna costituisce un serio problema medico, divenendo una possibile causa di colpi apoplettici o attacchi cardiaci. Poiché una disreflessia autonomica può essere rischiosa per la vita essa richiede un’azione pronta ed efficace anche del paziente stesso.

La disreflessia autonomica è una complicazione comune ed è più frequente nelle persone con lesioni spinali tra T4 e T6 e la maggior parte delle persone che sono tetraplegia hanno un’alta probabilità di soffrire di tale patologia. Più è grave e completa la lesione al midollo spinale e maggiore sarà la gravità di disreflessia autonomica. La disreflessia autonomica non si manifesta fino a che la fase di shock spinale non è terminata, ovvero quando i riflessi si ristabiliscono. È più probabile che questo avvenga nel primo anno dopo la lesione, ma può anche accadere in qualsiasi momento successivo della vita.

La disreflessia autonomica potrebbe anche essere data da una iper-reflessia autonomica, da ipertensione neurogena parossistica o da spasticità autonomica.

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b. Segnali e sintomi

E' possibile che il rapido incremento di pressione causato dalla disreflessia autonomica presenti pochi sintomi. La maggior parte delle persone noterà uno o più dei seguenti sintomi:

  • forte e martellante emicrania
  • variazione del battito cardiaco – più lento o più veloce
  • riduzione nella produzione di urina
  • febbre
  • forte sudorazione in particolare nel viso, sul collo e sulle spalle
  • arrossamento e riscaldamento della pelle sopra il livello della lesione.
  • pelle pallida e fredda sotto il livello della lesione.
  • 'pelle d'oca' sopra il livello della lesione.
  • visione offuscata oppure visione di macchie davanti agli occhi
  • naso intasato
  • senso di apprensione o ansia
  • aumento di spasmi.
Quando i sintomi sono molto lievi, nonostante un aumento significativo della pressione sanguigna, la condizione potrebbe essere riferita ad una "disreflessia autonomica silenziosa".

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c. Cause

La disreflessia autonomica ha molti fattori scatenanti: infatti qualunque fattore doloroso o irritante nella zona sottostante la lesione può scatenarla. I fattori scatenanti più comuni sono rappresentati da problemi alla vescica urinaria e all'intestino: questi fattori, insieme ad altre cause scatenanti sono elencati qui sotto:

Vescica urinaria e sistema urinario

  • Vescica urinaria troppo piena (sovradistesa)
  • Calcoli renali o alla vescica
  • Infezioni urinarie
  • Catetere bloccato
  • Controlli alla vescica, trattamenti (es. test citoscopico o urodinamico) o interventi chirurgici
  • Cateterizzazione
  • Trauma uretrale
(Consultare la sezione ‘Vescica urinaria’ per maggiori informazioni sulle cause elencate)

Intestino e sistema digestivo
  • Intestino troppo pieno o costipazione
  • Calcoli biliari, ulcere allo stomaco o infiammazione dello stomaco (gastrite)
  • Appendicite
  • Emorroidi
  • Stimolazione rettale durante la gestione intestinale


Pelle
  • Ferite ulceranti
  • Vestiti e/o scarpe troppo stretti
  • Contatto con oggetti duri o taglienti
  • Gonfiori, ustioni, scottature solari, sintomi da congelamento oppure morsi di insetti
  • Unghie incarnite
Sistema riproduttivo

Uomini

  • Eiaculazione
  • Infezione o infiammazione dei testicoli (epididimiti)
  • Pressione sui testicoli (stando seduti sullo scroto)
  • Eccessiva stimolazione dei genitali (particolarmente con un vibratore)
  • Malattie trasmesse sessualmente

Donne
  • Mestruazioni
  • Gravidanza (in particolare il travaglio e il parto)
  • Infezione della vagina o dell’utero
  • Infiammazione (es. vaginite)
  • Eccessiva stimolazione dei genitali (particolarmente da un vibratore)
  • Malattie trasmesse sessualmente

Gravidanza

I vari cambiamenti fisici dati da una gravidanza includono diversi fattori scatenanti della disreflessia autonomica. Il processo di travaglio e di parto sono gli impulsi scatenanti più violenti, oltre ad essere il momento più rischioso di sviluppo della disreflessia autonomica.
Chi presta delle cure a donne mielolese che sono in gravidanza, è necessario che conosca come diagnosticare, prevenire e trattare la disreflessia autonomica, poiché l’incapacità di riconoscere e trattare questa condizione è causa di emorragie cerebrali e morte della donna in gravidanza. (Sia che la donna si trovi in uno stato di gravidanza che non, i segnali e i sintomi della disreflessia autonomica sono gli stessi elencati nella sezione ‘Segnali e Sintomi’ posta qui sopra).

Altre cause

  • Trombosi venosa o embolia polmonare
  • Abuso di alcool o di caffeina
  • Ossa fratturate o altre lesioni
  • Stimolazione con droghe legali o illegali
  • Procedure diagnostiche invasive o chirurgiche
d. Trattamento e prevenzione

Se la persona affetta da lesione al midollo spinale conosce la disreflessia autonomica, potrebbe essere in grado di identificarne le cause e quindi di porvi un rimedio immediato. Se così non fosse l'intervento medico deve essere tempestivo.

La persona colpite da disreflessia autonomica dovrebbero alzarsi immediatamente o dovrebbero essere aiutate a fare questo movimento. Questa postura consente al sangue di raggiungere le parti basse del corpo e potrebbe essere sufficiente a ridurre la pressione sanguigna.

È essenziale che la causa scatenante venga identificata il prima possibile e, ove possibile, rimossa. Qui di seguito troviamo alcuni esempi di come una causa scatenante potrebbe essere riconosciuta e rimossa.

  • Qualunque abbigliamento o dispositivo costrittivo dovrebbe essere allentato (poichè tendono a creare un’eccessiva pressione sulla pelle).
  • Qualsiasi causa collegata alla vescica urinaria dovrebbe essere ricondotta ad vescica troppo piena. Se la persona pratica cateterismo intermittente oppure guaine, la vescica dovrebbe essere cateterizzata immediatamente. Il catetere dovrebbe essere ricoperto con gel anestetico prima di essere inserito per evitare che ulteriori fattori scatenino la disreflessia autonomica. Se ci fosse un catetere a permanenza, si dovrebbe controllare la presenza di occlusioni, nodi nella tubazione ed altre ostruzioni che potrebbero ostacolare il drenaggio delle urine dalla vescica. Il sacchetto che raccoglie le urine dovrebbe essere svuotato per assicurare un corretto drenaggio dell’urina.
  • Qualunque causa legata all'intestino dovrebbe essere indagata immediatamente. La presenza di feci dovrebbe essere controllata e nel caso fossero presenti andrebbero rimosse delicatamente; l’uso del gel anestetico può evitare che ulteriori stimoli scatenino la disreflessia autonomica.
  • Tutte le altre possibili cause della disreflessia autonomica, come ad esempio un oggetto che può pungere la pelle, dovrebbero essere controllate per essere eliminate.
Se una pressione sanguigna elevata persiste dopo che le cause sono state rimosse si necessita l'utilizzo di un ’anti-ipertensivo (che abbassamento la pressione sanguigna).
I medicinali possono essere somministrati oralmente (via bocca), ma se i sintomi persistono o sono molto seri potrebbe essere necessario somministrarli per via endovenosa (direttamente in vena). È possibile un’ampia gamma di opzioni, inclusi medicinali chiamati ACE inibitori, diuretici, beta-bloccanti, alpha-recettori antagonisti o calcio antagonisti: il medico curante sceglierà il tipo di medicinale più adatto alla persona, in base alle caratteristiche della medicina e dei potenziali rischi dati dagli effetti collaterali dati dal medicinale.
Il trattamento con tali farmaci può portare ad un eccessivo abbassamento della pressione sanguigna: è per questo che la pressione sanguigna và monitorata accuratamente.

La disreflessia autonomica è abbastanza comune ed è necessario adottare le corrette misure per prevenire gli stimoli che possono scatenarla. In particolare assicurarsi che la vescica ed i programmi di gestione intestinale siano seguiti accuratamente (con particolare attenzione ad un adeguato drenaggio della vescica), prendendosi cura della pelle (evitando quindi dolorose pressioni) e dove possibile, evitare qualsiasi fattore che causi irritazione fisica. Se esiste uno specifico fattore scatenante che non può essere evitato è opportuno cercare dei modi per ridurre il rischio che questo fattore scatenante si riproponga.


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