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Parliamo di ausili
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Indipendente dipende...
(articolo tratto da Punto d'Incontro)

... dagli ausili, che prima si chiamavano “protesi” ed erano confinati nelle officine ortopediche. Oggi sono strumenti ad altissimo valore tecnologico, che migliorano l’esistenza a migliaia di persone. Ecco qualche consiglio per usufruirne e per districarsi nel labirinto del Nomenclatore tariffario


Per molti disabili la vita indipendente “dipende” dagli ausili, oggetti preziosi che per anni sono rimasti quasi nascosti nelle officine ortopediche perché servivano solo a sostituire arti e funzioni. Oggi l’ausilio va di pari passo con la ricerca scientifica e tecnologica, emerge dalla clandestinità e si riappropria del suo vero scopo: aiutare a fare meglio qualsiasi cosa. Relegati per tanto tempo nelle officine sanitarie e nelle strutture ortopediche, gli ausili, ancora oggi definiti in modo generico “protesi”, hanno subito una sorta di discriminazione legata alla condizione di chi li utilizza. Solo in tempi più recenti al termine ausilio si è affiancato quello più moderno di tecnologia e, dunque, di strumento che migliora la qualità della vita. Un ausilio è in primis un oggetto che deve servire a fare qualcosa; se il suo fine è quello di superare o compensare una disabilità deve rispondere a determinati criteri di progettazione e realizzazione. È dalla conoscenza dei bisogni specifici delle persone cui è destinato che deve partire lo stimolo a fare il salto di qualità che consente di passare dal “non posso fare” al “posso fare”. È da questo desiderio che parte l’input all’innovazione e, in molti casi, all’invenzione di qualcosa che prima non c’era e che adesso esiste e può cambiare la prospettiva di vita di molte persone.

QUANTI SONO GLI AUSILI

La classificazione più diffusa degli ausili è quella internazionale, denominata ISO 9999, alla quale si rifanno tutte le più importanti banche dati del settore, i cataloghi delle aziende e il Nomenclatore tariffario italiano, il documento elaborato dal ministero della Salute con l’elenco delle tipologie di protesi e ausili ammessi alla fornitura su prescrizione medica a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Sono quattro le grandi tipologie di ausili previste dalla classificazione internazionale: quelli che servono a compensare una disabilità, restituendo una funzione lesa, come le protesi acustiche o un’ortesi che sostiene ed integra una funzione compromessa; altri che consentono alle persone con disabilità lo svolgimento di attività quotidiane: pensiamo ad una carrozzina elettronica o ad un telecomando per il controllo dell’ambiente; vi sono poi ausili che servono a rimuovere le barriere che ostacolano la mobilità, come un monta scale o una semplice pedana; infine, ausili che rendono più sicuro e meno gravoso il compito della persona che assiste un disabile, come un sollevatore che facilita il trasferimento dalla carrozzina al letto.

COME FARE PER OTTENERLI

È il servizio sanitario nazionale (Ssn) che fornisce i prodotti necessari all’autonomia personale, attraverso una serie di agevolazioni economiche di diverso tipo: assistenza protesica, che prevede la fornitura di protesi e ausili direttamente a carico del Ssn o di altre strutture pubbliche; agevolazioni fiscali, come la riduzione dell’Iva; contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle abitazioni private e per l’acquisto o l’adeguamento dei veicoli; contributi sui progetti individuali di vita indipendente (possibili solo in certe regioni). Ciascuna di queste agevolazioni si applica in determinati casi che dipendono sia dal tipo di ausilio necessario sia dalla situazione specifica della persona con disabilità e prevede, dunque, diverse procedure. Nella maggior parte dei casi, chi ha un’invalidità civile riconosciuta potrà ottenere gratuitamente dall’Azienda sanitaria locale di appartenenza gli ausili compresi nel Nomenclatore tariffario. Sarà il medico specialista a fare un’apposita prescrizione e a indicare l’iter da seguire per ottenere la fornitura gratuita dell’ausilio.

IL NOMECLATORE TARIFFARIO

Il Nomenclatore tariffario viene emanato e aggiornato periodicamente dal ministero della Salute. Il documento contiene, oltre al testo del decreto che stabilisce le procedure per la prescrizione e la fornitura, le varie tipologie di ausili e le condizioni per il rinnovo e la garanzia. delle erogazioni. I vari tipi di ausili sono suddivisi in tre elenchi. Il primo comprende tutti gli strumenti realizzati “su misura” (scarpe ortopediche, tutori, protesi) o che richiedono un intervento individuale (per esempio alcuni tipi di carrozzine) da parte di tecnici specializzati. Il secondo elenco comprende gli ausili tecnici, come i cateteri, i letti o i comunicatori simbolici; infine, nel terzo elenco sono inclusi i prodotti che vengono acquistati direttamente dalle Asl e assegnati agli utenti, come gli ausili per la terapia respiratoria, gli apparecchi alimentatori e i monta scale.

PER SAPERNE DI PIU'

La richiesta di un ausilio al servizio pubblico presuppone che la persona con disabilità sappia già di quale prodotto ha bisogno e conosca le modalità di utilizzo. Ma quasi mai è così. E allora, cosa deve fare invece chi non ha queste informazioni? A chi si può rivolgere? Ogni regione ha sul territorio varie strutture specializzate nel dare queste informazioni “di prima mano” e nell’assistere, con l’aiuto di esperti e tecnici, la persona disabile nel suo “percorso di autonomia”. Si tratta di centri di interesse medico, sociale e scientifico che forniscono consulenze personalizzate sulla scelta degli ausili e partecipano, nello stesso tempo, a progetti di ricerca e di sviluppo tecnologico in questo settore. Le ausilioteche, in particolare, oltre a svolgere attività di informazione sul territorio, forniscono un sostegno professionale personalizzato alla persona disabile, alla famiglia e agli operatori. Nell’ausilioteca è possibile “studiare” insieme agli esperti l’ausilio giusto e verificarne l’efficacia in modo concreto. La parola d’ordine è autonomia e a questo principio risponde essenzialmente l’attività di queste strutture.

LA BANCA DATI DEL SIVA

I centri di ricerca e consulenza e le ausilioteche sono, nella maggior parte dei casi, una “emanazione” dell’attività che il Siva, il servizio di ricerche, informazione e consulenza della Fondazione Don Gnocchi nel campo delle tecnologie di ausilio alla riabilitazione e all’autonomia, svolge da anni. Strutture del Siva si trovano a Milano, Torino, Parma, Firenze, Massa, Sarzana, Falconara, Roma, Salerno (vedi box a pagina 4) e ad esse sono collegate le centinaia di centri e ausilioteche. Il primo censimento completo dei centri, delle aziende e degli ausili in commercio è stato compiuto proprio dal Siva che, a questo scopo, ha realizzato una grande banca dati all’interno del portale web realizzato in collaborazione col ministero del Welfare (www.welfare.gov.it). Il database del Siva ha censito 268 centri di ricerca e consulenza, attivi in Italia e nei Paesi europei, 1173 aziende produttrici, distributrici e rivenditrici di ausili in Italia e 5082 prodotti. Una grande “vetrina” non solo di ausili, ma anche di esperienze e di idee in continuo aggiornamento, dove il legittimo diritto dei disabili alla vita indipendente compie il salto di qualità, agganciandosi agli studi e ai progetti di ricerca più all’avanguardia in questo settore.

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