Tommaso, paraplegico, sta attendendo l'arrivo di un personaggio non meglio identificato, contattato attraverso internet per aiutarlo in un progetto "pericoloso e non proprio legale". Nell'attesa si siede al computer e scrive i suoi ricordi, a cominciare ad quando, appena diplomato, lasciò la città (e la madre malata) per una breve vacanza dalla nonna, in un piccolo paesino nelle Dolomiti.
Lì la vita gli ha fatto incontrare gli amici di tutte le estati, così diversi fra loro e così distanti dai suoi modi cittadini. Anche quell'estate Tommaso si immerse nel loro mondo di certezze vacillanti e desideri mal esauditi, finendo anche per incontrare l'amore.
Ma la vita di quel gruppo di giovani non è tutta rose e fiori: antipatie, rancori, droga, rapine, sesso fatto senza sentimeto o senza attenzione. Il Tommaso di oggi rivede come in un film quella sua estate fino al suo tragico epilogo, attendendo che arrivi finalmente chi potrà aiutarlo a mettere in pratica i suoi piani.
Non lasciatevi soli: un titolo che è già un suggerimento, una invocazione. Abbandonarsi alle angosce e alla disperazione per ritirarsi in un deserto solitario è una via di fuga facile da prendere quando la vita ci assale con le sue difficoltà, indipendentemente dalle capacità fisiche di ognuno: la fragilità emotiva dovuta all'età, agli stress o alla malattia può condizionare al punto da rendere difficile, se non impossibile, comunicare con gli altri e - talvolta - addirittura con se stessi.
Può diventare complicato anche avere di sè e della propria situazione un'idea chiara, coerente con la realtà: la solitudine interiore è una lente che distorce tutto, fino al punto di renderci insensibili verso noi stessi. Fino al punto di fare male agli altri e a noi. Fino a pensare a gesti estremi per porre fine a tanta solitudine.
Nel suo romanzo Cristian Baccano descrive esattamente questa condizione e ha il merito di farlo con totale immediatezza espressiva e notevole uso degli strumenti narrativi: passato e presente si alternano, si mischiano, si specchiano l'uno nell'altro rimandando immagini diverse del medesimo soggetto. D'altronde l'autore non regala sconti: le cose sono chiamate col loro nome, senza edulcorazioni. Le scelte, le sfide, sono palesi: non ci si può nascondere.
Anche il lettore, agganciato alla storia dalla capacità narrativa di Baccano, finisce per immedesimarsi e per dover rispondere, una volta arrivato alle ultime pagine, a una domanda che tormenta tante coscienze: c'è un motivo per vivere?